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Friday, 2 August 2013

Di scimmie e noccioline, ovvero di giusti compensi e di amministratori (e politici) competenti


Viene utilizzata nella lingua inglese un’espressione idiomatica colorita, attribuita a James Goldsmith, per descrivere quei datori di lavoro o committenti che pretendono che un lavoro difficile e che necessita tempo per essere svolto venga fatto a regola d’arte ma pagando poco o nulla: ‘if you pay peanuts, you get monkeys’, ovvero ‘se paghi noccioline, ti prendi le scimmie’.

Senza voler offendere i simpatici primati, pare ovvio ai più che questi non siano in grado di svolgere mansioni particolarmente difficili e che richiedono competenze avanzate. In effetti nella City di Londra era diventata un tormentone l’espressione ‘if you can train a monkey to do this, you shouldn’t’, ovvero ‘se puoi addestrare una scimmia per fare questo lavoro, non dovresti farlo tu’. Ma divaghiamo: magari le implicazioni di questo detto saranno oggetto di un altro post in futuro.

Veniamo piuttosto al punto: a partire da una giusta indignazione per i compensi di politici e amministratori di aziende, per lo più pubbliche, si è diffuso uno zeitgeist favorevole alla riduzione forzata di salari e benefit vari.

E’ tuttavia necessaria una precisazione: questi signori guadagnano decisamente troppo, non tanto perché guadagnino molto in termini assoluti, quanto perché i loro compensi sono esagerati rispetto alle loro competenze ed ai loro risultati. In buona sostanza per ora, figurativamente parlando, abbiamo avuto scimmie e le abbiamo pagate oro invece di noccioline.

Se infatti è sacrosanto pretendere che politici ed amministratori, pubblici e privati, ricevano una paga proporzionata alle loro capacità e a quanto rendono alla collettività (se pubblici), è d’altronde irragionevole pretendere che ci sia qualcuno che abbia capacità e porti buoni risultati lavorando per molto meno di quanto la sua professionalità è valutata sul mercato.

Ecco perché è demagogico chiedere ad un parlamentare se non pensi di guadagnare troppo quando c’è gente che non arriva alla fine del mese. La domanda giusta è invece: non ti sembra di guadagnare troppo dato che non hai risolto i problemi che sei stato votato per risolvere? Questo mette in relazione in modo logico e corretto il risultato del lavoro svolto con un pagamento adeguato (e ovviamente ad oggi porterebbe a stipendi molto bassi per i politici, che i problemi più che risolverli li hanno creati).

Anche sui compensi di amministratori, pubblici e privati, sarebbe corretto porsi sullo stesso piano e chiedere: quanto valore è stata in grado di aggiungere questa persona? Quanta parte del valore aggiunto viene pagata a persone in ruoli simili sul mercato? Solo una volta trovata la risposta a queste domande si può stabilire la giusta retribuzione.

Il rischio di voler abbassare lo stipendio a tutti gli amministratori pubblici (e particolarmente ai dirigenti di aziende semi-pubbliche o in cui lo Stato mantiene la maggioranza della proprietà) è di tenersi gli incapaci (le scimmie del detto inglese) e non riuscire ad attirare i capaci (che non essendo scimmie non si accontentano delle noccioline).

Quindi: benissimo abbassare drasticamente lo stipendio ai politici eletti, avvicinandolo a benchmark esteri. Bene anche fare in modo che esista corrispondenza tra risultati e remunerazione, sempre in linea con il resto del mondo.


Il tutto purché le persone vengano pagate per quello che valgono e non in base ad un semplice ‘guadagni troppo’ o ‘guadagni poco’ che non mette in relazione pagamento e risultati. Il fatto è che troppi incompetenti hanno beneficiato di un welfare dell’ex politico o dell’amico del politico. Questi incompetenti vanno rimossi immediatamente da posti di responsabilità che non hanno le capacità per ricoprire; non si può però pretendere di sostituirli con gente capace e mal pagata: al meglio i capaci resterebbero poco, il tempo per aggiungere una riga al proprio curriculum e rimetterlo in circolazione, al peggio neanche sarebbero disposti a prendersi responsabilità non adeguatamente remunerate, e chi vuol pagare noccioline si troverebbe con le scimmie che si merita.